Firenze - La storia del profumo

Firenze culla indiscussa del rinascimento è stata anche una delle patrie della moderna profumeria grazie ai suoi famosi speziali, che creavano miscele ed unguenti profumati per i nobili e potenti della città.

Caterina dè Medici giovane sposa del futuro delfino di Francia porterà alla ribalta della corte reale francese le fragranze create dal suo personale profumiere, il misterioso Renato Bianco, ribattezzato dai francesi Renè Le Florentin.

La storia è testimone del fatto che Caterina porterà in Francia una serie di novità dalla sua amata Firenze che diverranno parte integrante della futura storia degli usi e costumi francesi. In primis la nascita di quella industria profumiera sinonimo stesso oggi di Francia e che all'epoca era semi sconosciuta.

Un episodio curioso racconta che la futura regina di Francia durante la sua presentazione alla corte reale usasse frequentemente intervallare i saluti alla sterminata fila di nobili, con abbondanti annusate di un suo strano ciondolo dorato forato. Il mistero fu presto risolto, infatti il ciondolo conteneva un miscela di erbe ed estratti profumati che Caterina annusava per riprendersi dall’olezzo che i nobili francesi emanavano e che per lei abituata ai suoi esclusivi profumi doveva essere insopportabile. Infatti all’epoca era usanza per i nobili non lavarsi, al massimo farlo una o due volte l’anno, poiché si pensava che l’acqua fosse veicolo di malattie mortali.

In questo contesto l’uso dei profumi conobbe una vera esplosione di mercato presso la corte francese ma anche in tutte le altre corti europee.

Il famoso e temuto Renè apri un suo negozio nella via più esclusiva di Parigi e fece fortuna con i suoi reali profumi, grazie anche all’ala protettrice della sua migliore cliente, Caterina divenuta nel frattempo la regina di Francia.

Ovviamente dobbiamo ricordare che il profumo aveva costi proibitivi e quindi era riservato solo a nobili o ricchi mercanti che potevano permettersi questo vero e proprio lusso.

Dalla storia si passa al mito, o meglio al mistero, quando si cercano notizie sulla vita del profumiere e consigliere fidato di Caterina, il famoso Renè Le Florentin. Una figura così influente di cui non rimane quasi nessuna traccia nè della sua vita nè della sua morte avvenuta dopo quella di Caterina ed avvolta dal totale mistero.

 

Renato Bianco - rene' le florentin

Renato Bianco, in arte, soprannominato dai francesi, Renè Le Florentin è stato il più grande e potente profumiere della storia di Firenze, ma poco o niente si conosce di questo personaggio.

Probabilmente orfano, fu allevato e cresciuto dai monaci da cui attinse le prime importanti nozioni di erboristeria e profumeria, infatti pare proprio che sia stato un monaco ad insegnargli le basi della sua futura professione.

Sicuramente dotato di una fortissima personalità riuscì a farsi notare dalla bella e giovanissima Caterina dè Medici la quale divenne la sua più importante cliente. Sembra addirittura che vendesse sottobanco ai ricchi mercanti e madonne della città le creazioni esclusive che realizzava per la sua cliente numero uno, così da moltiplicarne i lauti guadagni.

Divenne fidato consigliere di Caterina tanto che lei lo portò con se alla corte di Francia come suo profumiere personale, si dice addirittura che nel palazzo reale vi fosse un passaggio segreto che collegasse le stanze di Caterina a quelle del suo fidato consigliere in modo da poterlo consultare in maniera lontana da sguardi indiscreti.

Alla corte reale di Parigi, Caterina fa esplodere la moda del profumo e Renè diventa uno dei profumieri più famosi e richiesti. Apre una bottega in una delle strade più famose della città e si difende abilmente dagli altri profumieri francesi che per questo suo essere uno straniero lo invidiano ed odiano profondamente, d'altronde anche Caterina è vista come una sorta di rozza filgia di mercanti arricchiti e non certo una nobile degna del blasone di Francia.

Renè però non è soltanto un ottimo profumiere ma anche un abile alchimista esperto in veleni e terrorizza la corte francese ed i suoi avversari a ben ragione. Si dice che spargesse la biancheria delle sue vittime di una sostanza velenosa ed orticante che si sarebbe attivata soltanto col calore corporeo di chi la indossava e portando la vittima spesso ad atroci sofferenze prima di morire. Ricco, scaltro, ambizioso e sicuramente invidiato ed allo stesso tempo odiato, la sua fortuna venne a mancare dopo la morte della sua regina e di lui se ne perdono le tracce, tanto che anche la sua morte e avvolta nel mistero.